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AL PROGETTO “MAMMA E BAMBINO” VA IL PREMIO SPECIALE “S.O.S VILLAGGI DEI BAMBINI”

 

Mamma BambinoConosciamo meglio il progetto “Mamma e bambino” che accoglienza e supporto concreto a bambini e madri vittime di violenza, tutelandone il benessere psicofisico. A questa iniziativa spetta il Premio Speciale “S.O.S Villaggio dei Bambini”.

 

 

In Italia, sono circa 427.000 i bambini e i ragazzi che hanno assistito a episodi di violenza dentro casa. Nel nostro Paese, infatti, la violenza sulle donne è un fenomeno drammaticamente diffuso: 1 donna su 3 tra i 16 e i 70 anni, nel corso della propria vita, ha subìto violenza fisica o sessuale. Questi numeri vanno di pari passo con quelli delle condanne definitive per maltrattamenti in famiglia: una cifra che è più che raddoppiato negli ultimi 15 anni, passando da 1.320 condanne definitive nel 2000 a 2.923 nel 2016. Il fenomeno della violenza assistita dai bambini presenta tuttavia confini sfocati: nessuna ricerca è in grado di stabilire per quanti minorenni la propria casa si trasformi, ogni giorno, da ambiente di protezione a luogo di insidie, pericoli e perfino di violenza, in cui la loro crescita è a rischio, ed in alcuni casi, anche la loro stessa sopravvivenza.

 

Con l’obiettivo di accogliere e offrire un supporto concreto ai bambini e alle loro mamme vittime di violenza, SOS Villaggi dei Bambini ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non è un gioco”, il cui scopo è quello di evitare ai bambini la separazione dal nucleo familiare, sostenendo e consolidando le capacità genitoriali della madre affinché la relazione mamma-bambino venga preservata.

 

Secondo l’osservatorio di SOS Villaggi dei Bambini, negli ultimi anni sono infatti aumentate le richieste di aiuto di donne vittime di maltrattamento le quali chiedono protezione per loro stesse e per i propri figli. Per questo l’organizzazione ha avviato, e intende estendere a un numero sempre crescente di donne e bambini, il progetto “Mamma e Bambino”, nato per tutelare il benessere psicofisico della mamma e dei bambini soprattutto nei casi di maltrattamento, trascuratezza e deprivazione socioculturale. L’organizzazione lavora inoltre quotidianamente al fianco di donne vittime di violenza accogliendole, aiutandole a riconquistare la loro autonomia e accompagnandole sia in un percorso di inserimento nel mondo del lavoro, che nella ricerca di una soluzione abitativa indipendente e sicura. Oggi, con il progetto “Mamma e Bambino”, SOS Villaggi dei Bambini gestisce una rete di alloggi in grado di accogliere circa 33 giovani donne con i loro figli, per un totale di circa 90 beneficiari l’anno.

 

L’esposizione dei bambini alla violenza perpetrata all’interno delle mura domestiche influisce in modo negativo sul loro sviluppo fisico, cognitivo e comportamentale, con pesanti effetti nel breve e nel lungo periodo. Più i bambini vengono colpiti in tenera età, maggiori e più intensi saranno gli effetti negativi che subiranno. In particolare, si potranno riscontrare deficit nella loro crescita, ritardi nel loro sviluppo psico-motorio, danni all’autostima, alla loro capacità di empatia e alle loro competenze intellettive. In questi bambini finiscono per acuirsi emozioni particolarmente negative quali la paura costante, il senso di colpa, la tristezza e la rabbia. Inoltre la violenza domestica può mettere a rischio il rapporto tra una madre che la subisce e il figlio che vi assiste. Una mamma turbata e traumatizzata ha infatti più probabilità di mettere in atto comportamenti contraddittori verso il proprio figlio, comportamenti che denotano paura e che, a loro volta, spaventano i bambini.

 

Fernanda Bolzon è una donna che ha potuto usufruire del progetto “Mamma e Bambino” recuperando ciò che “un orco cattivo” voleva portarle via. In seguito alla morte del marito, Fernanda inizia a convivere con un uomo che sente possa aiutarla nel gestire l’organizzazione familiare. Presto si rivela però un uomo molto possessivo, geloso e violento. Segue ogni suo movimento, la chiama al lavoro più volte al giorno per controllare che si trovi lì, la accompagna e la va a prendere. Mostra gelosia anche nei confronti del passato della donna, delle sue amicizie e la spinge a tagliare i ponti con la sua rete.

 

Dopo un anno, anche in seguito ad alcune minacce di morte, Fernanda contatta il servizio tutela minori e da qui iniziano a muoversi anche le istituzioni. A velocizzarne l’intervento è l’allarme derivante dalla presenza in casa di armi. Spinta dalla volontà di proteggere i suoi figli, Fernanda viene accolta nel Villaggio SOS dove, in breve tempo ritrova la serenità riuscendo a tornare alla sua vita quotidiana insieme ai bambini. Adesso condivide con gli altri la sua storia per far sì che altre donne nella sua stessa situazione possano capire che non sono sole, che devono chiedere aiuto per sé stesse e per i loro figli. Cerca infine di lanciare un messaggio anche a quanti sono a conoscenza di situazioni come quella che lei ha vissuto, e che possono fare qualcosa. Anche soltanto tendere la mano.

 


 


 


 

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